DURANTE UN'AZIONE DI SALVATAGGIO,LA PSA HA TRASFERITO DALLO SCANDALOSO PARCO PER ANIMALI DI BASSECOURT DEL CIRCO GASSER-OLYMPIA DI UN TEMPO, DELLE SCIMMIE RHESUS E DI GIAVA.
FINCHé GLI ULTIMI ANIMALI AVRANNO TROVATO CASA DEFINITIVA CI VORRà ANCORA DEL TEMPO.
HANNO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!!!!!
La testimonianza di Sara
Non avrei mai voluto entrare in quel girone infernale. Ma la TV olandese mi ha chiesto un reportage completo sulla situazione dei randagi in Romania ed era indispensabile qualcuno che accompagnasse la conduttrice in uno dei due mattatoi per cani di Bucarest. Ora posso raccontarvi di persona che cos'è il canile di Chiana, dove ogni giorno circa 100 animali sono orribilmente uccisi. Con Bridge! (la conduttrice del programma) e la direttrice di produzione (dotata di telecamera nascosta), arriviamo davanti ai cancelli del canile. Siamo a 10 km da Bucarest abbiamo percorso almeno 5 km di strada senza nessun segnale che possa orientare coloro che vengono a riscattare il loro cane. Tutto sembra fatto apposta affinché non ci si arrivi, a quel canile. Ci perdiamo due volte. Siamo finalmente all'entrata. Ho accompagnato delle amiche - spiego ad una donna in camice verde che fuma all'ingresso -vogliono adottare un cane. Solo due persone - mi risponde dura - non ho tempo per tre persone. Primo momento di panico: Bridget è la protagonista di questa avventura, non può mancare. Ma Judith ha la telecamera, e io devo tradurre. Insisto. Faccio pressione. Alla fine la donna cede. Ci anticipa che ci farà vedere solo i cani giunti da più di una settimana e rimasti non-rivendicati. Tra al massimo una settimana verranno eliminati. Apre una porta di ferro. In uno stanzone lugubre, una fila di gabbie arrugginite di circa 1,5 metri quadrati ognuna.
Nella prima gabbia di destra ci sono oltre 20 cuccioli ammassati l'uno sull'altro. Sono terrorizzati. Non hanno acqua né cibo. 4 di loro hanno 3 settimane di vita, agonizzano, sono schiacciati dagli altri, più grandi, che si agitano e li calpestano. Manca lo spazio. Dietro di loro, 6 gabbie vuote. Bridget mi guarda sbalordita: Ma questi cuccioli di tre settimane stanno morendo. Non possono almeno addormentarli subito? Giro la domanda alla donna, assistente veterinaria della struttura: Entro sera verranno soppressi. Tutti questi cuccioli sono arrivati qui stamattina. E' solo questione di qualche ora. Queste sono le procedure. - Ma perché stanno tutti insieme schiacciati? Ci sono altre gabbie vuote. -1 cuccioli devono stare qui risponde.
Bridget inizia a piangere. L'odore è pesante. Uno dei piccoli di circa 3 mesi è già cadavere. Forse cimurro, forse fame. Non lo so. Accanto a loro, altri 3 box: ognuno con 6-7 cani. Ammassati. Senza acqua, sporchi. Alcuni con gli occhi pieni di pus. Non si muovono. Sono paralizzati dalla paura. Ci sono anche cani di razza vecchi o non voluti.
La donna ci chiede di sbrigarci: non ha tempo. Vedo una cagnolina grigia, di taglia piccola. E' rassegnata. Mi guarda fissa, lì seduta. Non si muove. Voglio quella?
Dovevamo portarne via uno. Bridget mi supplica: Prendiamo dei cuccioli. Quest'altra che assomiglia alla mia Tibbs. No questo che agita la coda, vuole davvero andarsene.e questo, nell'angolo anche lui. Bridget piange sempre di più. Mi si annebbia la vista. La donna mi guarda: non capisce. Allora, quali scegliete? Bridget sceglie una femmina marrone, magra ma ancora piena di voglia di vivere, e un maschietto grigio. Erano gli unici fuori dal gruppo: una montagna di corpicini. alcuni vivi, altri no, che si facevano coraggio l'un l'altro. Un uomo sui 60 anni entra nelle due gabbie: calpesta per sbaglio uno dei cuccioli ancora ciechi. Bridget si mette a gridare. Afferra i due cuccioli per la collottola. La piccola adulta non reagisce alle mani brutali dell'uomo: probabilmente credeva fosse giunta la sua ora.
Invece no: sono stati portati in un'altra stanza. Una ventina di cani, quelli rivendicati. Quelli salvi. I nostri 3 prescelti vengono messi insieme, ancora increduli, anzi: del tutto inconsapevoli di ciò che è avvenuto. In pochi minuti qualcuno li ha trasportati dalla stanza della morte, a quella della vita. La stanza dei graziati. Quelli che uno strano destino ha deciso di risparmiare. Lontano dal canile, al momento dell'intervista, Bridget è crollata, abbiamo dovuto interrompere le riprese. Io ho aspettato che tutta la troupe ripartisse. Sono salita in macchina, e ho pianto. Ieri notte ho dormito 3 ore. Quei piccoli innocenti sono già tutti morti, e chissà come. Nonostante non abbia visto la loro esecuzione, l'orrore della loro attesa è stato già troppo insopportabile. Ogni giorno tutto questo si ripete a Bucarest e nell'intero paese. Con l'eccezione di Cernavoda e Medgidia, e di poche altre località. Vorrei che qualcuno mi facesse dimenticare il 29 di giugno 2005.
Sara T.
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IL RACCONTO DI SARA DALLA ROMANIA PER SALVARE I CANI ABBANDONATI Decine di migliaia di animali vengono uccisi ogni anno |
Sara è in Romania, per salvare alcuni di quei cani randagi che vengono uccisi ogni giorno, con il placet delle istituzioni. Perché il randagismo è un fenomeno di grandi proporzioni, affrontato senza troppi scrupoli. Sara vive gran parte dell'anno a Cernavoda, nel sud-est della Romania, dove con altri volontari gestisce una struttura in cui vengono sterilizzati e ospitai i cani salvati dallo sterminio. Quando ne parla, l'entusiasmo è tale che sembra vivere solo per questo.
Nel 2001 - racconta Sara - con altri volontari, abbiamo raccolto l'appello di alcuni zoofili romeni. Le foto mostravano cani bastonati, scuoiati, le loro carcasse accatastate nei canili e per le vie della città. Otto giorni a Bucarest, quanto basta per farsi un quadro della situazione, per avere qualche numero : Nella capitale lo sterminio è iniziato a marzo del 2001, le fonti ufficiali parlavano di una popolazione di randagi di 200 mila unità. Dopo nove mesi, circa 80 mila animali erano stati uccisi. Così, è iniziata l'avventura di Sara.
La scelta di Cernavoda, una realtà più piccola rispetto alla capitale. In una regione poverissima. La ristrutturazione di un edificio fatiscente trasformato in un centro di sterilizzazione, quattro operai e un veterinario, tutti romeni (pagati da noi, precisa).
Lì, in un anno sono stati sterilizzati più di mille fra cani e gatti. Li teniamo cinque giorni - spiega - poi li lasciamo andare. Ma quelli non autosufficienti restano lì, ne abbiamo circa ottanta in pianta stabile. Tanti altri continuano a morire. Uccisi, sottolinea Sara, che è diverso da «soppressi». Le autorità non si scompongono "perché la Romania è un Paese ad altissimo tasso di povertà e corruzione, ed esiste un traffico illegale dei medicinali. Gli anestetici spariscono dai canili e vengono venduti, al mercato nero, ai veterinari. Così, i cani muoiono, per strada, di fame o di malattia. E quando i dipendenti dei canili li catturano vivi, li uccidono immediatamente. A furia di percosse, oppure tagliando loro la gola con lacci di ferro.
Non è facile la vita a Cernavoda. Senza acqua né riscaldamento, strade piene di buche, cavalli macilenti, randagi sbudellati, discussioni con burocrati corrotti che vogliono estorcerti denaro. Ecco, il denaro. Da dove viene? Donazioni, di privati cittadini italiani e svizzeri - spiega Sara -ora stiamo cercando finanziamenti tramite il ministero italiano degli Esteri, che si è interessato a noi.
Presto incontrerò l'ambasciatore italiano in Romania. Servirebbero almeno 30-40 mila euro l'anno, che poi non è tanto, grazie al basso costo della vita. In Italia un intervento di sterilizzazione costa due, trecento euro - spiega Sara - in Romania solo 6.
Se le si chiede perché abbia scelto di aiutare i cani, e non i bambini abbandonati romeni (fenomeno drammatico e dilagante, migliaia di piccoli malati, privati di ogni diritto umano, costretti a vivere nelle fogne o in altri rifugi di fortuna),
Sara Turetta è risoluta: Se l'intervento umanitario diventa l'unica priorità, gli animalisti non dovrebbero operare in alcun Paese del mondo. In Romania, da 13 anni a questa parte, a favore dell'infanzia c'è stato un intervento massiccio delle organizzazioni non governative, della Comunità europea, di enti ed associazioni internazionali, che ha dato grandi risultati. Conosco decine dì stranieri attivi sul territorio. Ho visitato due degli orfanotrofi costruiti in Romania, strutture assolutamente efficienti, bellissime. Noi - conclude - seguiamo i cani perché nessuno lo fa. In certi casi, anche occuparsi degli animali diventa un comportamento esemplare.
Vi prego continuate od aiutarci, il vostro sostegno è indispensabile. La Protezione Animali di Locarno e Valle Maggia è a vostra disposizione, ogni piccola offerta è bene accetta sul conto Banca Raiffaisen Gordola e Valle Verzasca CCP 65-2072-1 - conto no. 7014.52. Società Protezione Animali - Aiuto cani Bucarest.
Quotidianamente i media pubblicano reportage che presentano gli esperimenti sugli animali come metodo di ricerca utile e necessario. I giornalisti scientifici riportano in modo acritico ed entusiastico i «successi» e le «scoperte» degli sperimentatori animali.
I media spesso si fanno addirittura portavoce della lobby sulla sperimentazione animale: alcuni giornali pubblicano articoli redatti da sperimentatori ed emissioni radiofoniche e televisive invitano sperimentatori a presentare il loro lavoro festeggiando gli ingenti profitti dell'industria farmaceutica riscossi a spese di un numero sempre più crescente di ammalati e di animali da laboratorio sofferenti.
Il fatto che gli esperimenti siano crudeli per gli animali e inaffidabili e pericolosi per l'essere umano non viene affatto menzionato. Inoltre, gli insuccessi e i rischi della sperimentazione animale vengono completamente ignorati dai media.